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Social Media 2025: tutte le novità

Una mano umana e una robotica si sfiorano le dita, rievocando il celebre dipinto di Michelangelo

Il 2025 è cominciato da pochissimo ma sta già segnando un punto di svolta nel mondo dei social media (e non solo). L’intelligenza artificiale, i nuovi formati di feed e le funzioni innovative stanno ridefinendo un po’ tutte le piattaforme. Ecco perché in questo Blog esploreremo le principali novità di Instagram, Facebook e LinkedIn, con un occhio di riguardo per il ruolo dell’AI nelle strategie digitali. [5′ di lettura] Il nuovo Instagram: griglia profilo in 3:4, modulare e AI-powered La notizia è circolata ampiamente nel mese di gennaio 2025: Instagram ha detto addio alla storica griglia del profilo organizzata in anteprime 1:1, per dare il benvenuto al formato 3:4. In altri termini: aprendo un profilo Instagram, l’anteprima dei post non è più fatta di tanti quadrati, bensì di tanti rettangoli verticali. Il cambiamento riguarda la griglia del profilo ma non il modo in cui quegli stessi post vengono visualizzati scorrendo il feed. Possiamo quindi continuare a pubblicare i post nei loro consueti formati (1:1 e 4:5 quelli consigliati per le foto, 9:16 per i video). Ma dovremo fare i conti con la loro visualizzazione in 3:4 sul profilo. Ecco perché i Social Media Manager di tutto il mondo – e i loro grafici – si sono trovati a modificare in tutta fretta i loro template. L’attenzione è sulle “red zone”, le due aree ai lati dell’immagine che vengono tagliate via nella preview in 3:4. Ma non finisce qui: corre voce che Instagram stia valutando l’introduzione di un nuovo feed modulare. Gli utenti, quindi, potrebbero presto scegliere di personalizzare la loro esperienza sul social scegliendo tra diverse modalità di visualizzazione: Feed AI-Powered: personalizzazione completa basata su interessi e interazioni Feed Creators-Only: solo contenuti dai creator seguiti, con maggiore controllo Feed Friends & Family: per chi desidera un’esperienza più intima Infine, Instagram sta per lanciare nuove funzionalità AI per la creazione di contenuti (potete trovare diversi post che parlano di queste novità sul canale Instagram ufficiale di Meta). Ma quali novità verranno introdotte? Editing automatico dei Reel, suggerimenti di caption e miglioramento immagini. Il tutto nell’ottica di rendere il processo di pubblicazione più semplice e accattivante. Facebook: addio feed cronologico, benvenuti Community Notes e AI generativa Anche Facebook sta evolvendo verso una maggiore personalizzazione e un miglior coinvolgimento della community. Il feed cronologico a cui siamo stati da sempre abituati potrebbe scomparire per lasciare posto ad un sistema AI che organizza i contenuti in base alle interazioni. Già attualmente, infatti, è possibile scegliere tra un feed algoritmico e uno cronologico. In un sistema algoritmico “puro”, la visibilità dei post nel feed non dipenderebbe più dall’orario di pubblicazione ma da una valutazione qualitativa del contenuto. Ecco che, in un simile scenario, diverrebbe cruciale ottimizzare i propri post per assicurarsi un buon engagement, in primis per l’algoritmo e in secundis per il pubblico. Un’altra novità, già molto dibattuta, sono i Community Notes. Si tratta di un’innovazione pensata per migliorare la qualità delle informazioni su Facebook e Instagram. Tuttavia, la loro efficacia dipenderà da come verranno implementati e utilizzati dagli utenti. Se il sistema riuscirà a bilanciare trasparenza e accuratezza, potrebbero allora diventare uno strumento contro la disinformazione. Se, invece, venissero sfruttati superficialmente o, peggio ancora, per manipolazioni o bias, rischierebbero di trasformarsi in una vera e propria arma a doppio taglio. Non è tutto: Facebook sta sviluppando l’intelligenza artificiale generativa per ottimizzare la creazione di contenuti. Gli strumenti AI genereranno immagini, suggeriranno testi e modificheranno video automaticamente, aumentando l’engagement. Gli strumenti AI promettono quindi di semplificare la creazione di asset visivi e testuali, riducendo i tempi di produzione dei contenuti. LinkedIn: networking potenziato dall’AI e contenuti interattivi Uscendo dal mondo Meta, anche LinkedIn sta testando il modo di potenziare il networking con l’intelligenza artificiale. Tra le innovazioni principali che ci interesseranno nei prossimi mesi ed anni, troviamo: AI-powered Networking: raccomandazioni avanzate di connessioni basate su interazioni e interessi, per migliorare la qualità della propria rete. Content Assistant AI: suggerimenti automatici per migliorare la scrittura di post e articoli, mantenendo un flusso costante di post di qualità. Post Interattivi e Video AI-Generated: strumenti AI per montaggio video e generazione sottotitoli direttamente sulla piattaforma, per aumentare autorevolezza ed engagement. AI e Social Media: cosa ci riserva il futuro? L’intelligenza artificiale ha già un ruolo importante nella gestione dei social media e, presto, diverrà dominante. Oltre a quanto già visto in questo Blog post, è lecito aspettarsi ulteriori sviluppi. Ecco qualche possibile spunto per il futuro: Advertising AI-driven sempre più preciso Gli strumenti di advertising saranno in grado di ottimizzare automaticamente le campagne in base a performance in tempo reale Creazione di contenuti autonomi Gli assistenti AI miglioreranno ulteriormente, arrivando a creare contenuti su misura per ogni brand con input minimi Moderazione avanzata Grazie all’AI, le piattaforme potranno individuare e rimuovere contenuti problematici in modo più rapido ed efficace. In conclusione… Queste evoluzioni pongono nuove sfide e opportunità per le aziende e i creator: rimanere aggiornati e adattarsi rapidamente sarà la chiave per il successo nel nuovo ecosistema digitale. Il 2025, quindi, sembra portare cambiamenti su tutte le piattaforme. L’intelligenza artificiale, infatti, sta ridefinendo l’engagement, la creazione di contenuti e l’advertising. L’AI non è solo un supporto, ma la protagonista della nuova era digitale. La sfida dei professionisti del settore è (e sarà sempre più) quella di maneggiare consapevolmente questi strumenti per strategie sempre più efficaci e mirate. E voi, siete pronti a cogliere le opportunità del nuovo panorama social? Potrebbero interessarti anche questi articoli: Business Manager e Business Suite: domande e risposte Virtual set: la nuova frontiera della produzione video Metaverso: pioneri del futuro?

Il piano editoriale: comunicare in maniera efficace sui social media

urare la propria immagine sui social media nel corso degli anni è diventato sempre più importante, soprattutto per le aziende. Si può dire che questi canali di comunicazione abbiano assunto sempre più le sembianze di una “vetrina” attraverso i quali mostrare i propri punti di forza. Prima di scegliere in quale ristorante pranzare, in quale albergo passare il weekend o dove acquistare nuovi capi di abbigliamento ne analizziamo i profili social, i tag e le recensioni. Perché? Per poter fare una scelta consapevole. I consigli degli amici sono sempre utili e ben accetti ma non sono più sufficienti. Ma procediamo per gradi. Innanzitutto, vale la pena ricordare che il 53% della popolazione mondiale è attiva sui social e che dal 2020 al 2021 c’è stato un incremento di circa il 13%. Sono 4,2 miliardi gli utenti ad essere connessi tramite social per un tempo costantemente in crescita, che al momento si attesta sulle 2h25m al giorno. Il 98% degli iscritti ad una piattaforma social, inoltre, ne utilizza anche almeno un’altra. Motivo per cui, bisognerebbe analizzare attentamente chi si vuole intercettare e di conseguenza quale sia il canale migliore per comunicare in maniera efficace. Per questo motivo redigere un piano editoriale in maniera dettagliata e differenziata risulta fondamentale e per nulla banale. Ma prima di iniziare, è necessario avere ben chiari alcuni aspetti del proprio brand che costituiscono la base per realizzare un buon lavoro. Bisognerebbe infatti curare sia la parte “visibile” di questo, come il logo, il naming e il design, che quella “invisibile” determinante per il posizionamento. Avete mai pensato a tutti quegli aspetti che permettono ad un utente di riconoscere un’azienda dai propri competitor? Parliamo dell’insieme di valori e obiettivi che determinano il carattere, il tono e il linguaggio con cui il marchio si rivolge ai possibili clienti guidandoli nella customer experience. Spesso, infatti, quello che porta alla fidelizzazione del cliente non è la componente visibile, ma è determinato dal legame emotivo che si instaura, grazie agli elementi sopracitati, e da come questo viene coltivato. A questo punto vi starete chiedendo cosa c’entra tutto questo con i social media. Ormai il percorso che porta all’acquisto o alla scelta di un servizio inizia molto prima dell’arrivo sul website o nel punto vendita. Parte dai canali social, e quale miglior opportunità di creare engagement attraverso questi strumenti? Come dicevamo all’inizio, possono rappresentare una valida vetrina, ma non solo, sono parte integrante e una guida per questo “viaggio” che trova nella creazione di un rapporto di fiducia duraturo la propria meta. Volendo fare una “scaletta”, per procedere con ordine, vi consigliamo quindi prima di individuare i valori del vostro brand. Affinché questi possano essere espressi e rappresentati da ogni vostro post, storia o sponsorizzazione. Il cliente che sviluppa un bisogno, nel cercare di soddisfarlo, terrà conto del marchio con il quale riesce a identificarsi maggiormente. Tuttavia, la definizione di questi elementi porterà l’azienda a rivolgersi a un determinato target più o meno definito, escludendone un altro. Può sembrare limitante, ma individuare una generazione o più nello specifico una struttura archetipica (specifici modi di essere e modelli di comportamento) rappresenta un vero punto di forza. Ciò risulta utile per creare una connessione emotiva e per lo sviluppo della brand identity. Per sviluppare una narrazione efficace è quindi utile capire a chi ci rivolgiamo e quale sia lo scopo del cliente. Stabiliti questi elementi sulla base delle generazioni coinvolte dal messaggio dell’azienda, proseguiamo nell’identificazione delle Human Personas. Queste rappresenteranno le varie tipologie di utenti a cui rivolgersi. È necessario quindi tracciare il profilo di questi clienti ideali, cercando di comprenderne le abitudini, gli interessi, i legami. Da ciò deriverà un’analisi dei dispositivi elettronici più utilizzati, il momento della giornata in cui si predilige dedicarsi ai social media e quali di questi suscitino maggiore interesse. Questa targhettizzazione risulta utile anche quando si sceglie di sponsorizzare un determinato contenuto, in modo da investire del denaro per il raggiungimento di una fascia della popolazione ben precisa. Passiamo ora al Media Mix! Ovvero alla scelta dei social media attraverso i quali vogliamo intercettare i nostri utenti. Diverse generazioni sceglieranno canali diversi. Sarà più semplice parlare alla Generazione Z (nati indicativamente tra il 1995 e il 2010) attraverso un social come Instagram mentre sarà poco efficace cercare di intercettare la Generazione X (nati indicativamente tra il 1965 e il 1980) tramite Tik Tok. LinkedIn ad esempio sarà meno usato dai giovanissimi che prediligeranno una comunicazione meno formale che troviamo ad esempio su Twitter mentre le generazioni che precedono i Millennial (nati indicativamente tra il 1981 e il 1995) sono utenti attivi su Facebook e YouTube. Scelti i social media più adatti al progetto, bisognerà concordare come comunicare tramite questi. Scegliere il tono di voce che può essere più amichevole o più formale, il linguaggio e il font per il lettering. Elementi che come anticipato precedentemente differenziano dai competitor. Infatti, è importante nel corso della stesura di un piano editoriale, analizzare anche la concorrenza. In questo modo avremo un quadro ben preciso delle possibilità davanti alle quali si trova un cliente, i suoi punti di forza e debolezza, gli elementi da migliorare. Ma soprattutto è fondamentale comprendere in cosa si ha intenzione di distinguersi. Dopo aver compiuto un’analisi di mercato, creato l’impianto strategico definendo i protagonisti del nostro progetto e stabilito come intercettarli non resta che pensare al contenuto creativo! Passiamo quindi alla programmazione dei post veri e propri, definendo data e ora di pubblicazione oltre che il contenuto nel dettaglio. A tal proposito potrebbe essere utile evidenziare delle “aree tematiche” analizzando gli interessi dei propri follower, per poi capire anche quali post abbiano performato meglio e quali invece siano stati reputati poco appassionanti. In questa fase per calendarizzare le pubblicazioni e dialogare con team e clienti possono essere utili tool come Basecamp. Ma è fondamentale anche la componente video, grafica e fotografica di cui qui in Officina38 ci occupiamo personalmente. Le immagini e ancor più i video, spesso riescono a esprimere la personalità di un brand anche

STORIE IN TENDENZA. I social media e le storie virali

social possono “cambiare il mondo”? Assolutamente sì, lo stanno già facendo in mille modi diversi, soprattutto se pensiamo alla capacità che i social media hanno di rendere le storie virali.    Per alcuni è un cambiamento positivo, per altri negativo.   Alcuni ritengono che i social rendano l’informazione più libera, ampia e immediata, altri li percepiscono come uno strumento di espressione pericoloso se usato con troppa leggerezza. Da qualsiasi punto di vista li si consideri, però, è indubbio che abbiano modificato il nostro modo di comunicare e, di conseguenza, anche quello di fare pubblicità. Proprio perché immediati e globali, i social media riescono a creare fenomeni virali a partire da un’idea spesso semplice. Così, in pochissimo tempo, è possibile scalare le classifiche e raggiungere le vette delle tendenze… come nel caso di Khaby Lame. Khaby Lame ha 21 anni ed è l’italiano più seguito al mondo. La sua carriera da Tiktoker è cominciata durante la quarantena del 2020, ma è a partire dall’aprile 2021 che il suo profilo è decollato superando i settantacinque milioni di follower su TikTok e i ventiquattro milioni su Instagram (più della Ferragni). Con i suoi reaction video Khaby fa un’operazione (apparentemente) semplice: prende quei video in cui le persone fanno cose strane in modo insensato – sbucciare un cetriolo con i denti, per esempio – e riproduce le stesse azioni in modo pratico e veloce – sbucciare un cetriolo con un pelapatate. Cosa c’è di esilarante in tutto ciò? La sua espressione e il gesto delle mani che chiude ogni clip. Ma come è possibile, vi starete chiedendo, che i suoi sketch siano diventati virali rendendolo una vera e propria icona del web e portandolo sui megaschermi di Tokyo? La risposta sta nel fatto che i suoi video sono muti: la comunicazione è affidata esclusivamente alle immagini e alla gestualità rendendolo, dunque, universalmente comprensibile. Non sorprende, con queste premesse, che sempre più spesso i grandi brand si adattino alle tendenze social del momento cavalcandone l’onda. Aperol lo ha fatto con il tormentone “Coincidence” di Handsome Dancer. Ispirandosi ai video che hanno inondato le home di TikTok, l’azienda ha lanciato l’iniziativa “Toghether We Can Dance” per raccogliere fondi a sostegno degli infermieri che hanno lavorato in prima linea durante l’emergenza Covid-19. La sfida era semplice: un’esibizione di 15 secondi sulle note di Wow, you can really dance. Per ogni video ricevuto Aperol ha donato cento euro alla causa. Alla fine dell’iniziativa il risultato è stato un’enorme coreografia virtuale in cui ballerini, professionisti e non, si scatenano sulla propria personalissima pista da ballo. Una meravigliosa iniziativa umanitaria, certo, ma non anche una trovata pubblicitaria creativa e divertente? Spesso, però, accade il contrario. Quanti brand sono nati sul web e hanno raggiunto il successo grazie alla spinta della fanbase? Uno degli esempi più interessanti in Italia è certamente quello di ClioMakeUp. Clio ha cominciato a pubblicare video su YouTube nel 2008 e, da allora, non ha più smesso. Chi, in Italia, non ha mai visto uno dei suoi tutorial o non ha mai sentito parlare di lei? Be’ sì… qualcuno ci sarà sicuramente, ma non è un caso se nel 2012 sia approdata anche sul piccolo schermo con un programma su Real Time e nel 2018 sia riuscita persino a creare la sua personale linea di cosmetici. Tutto questo grazie ad una fanbase che oggi conta, su Instagram, tre milioni di utenti con più di un milione di iscritti su YouTube. Ancora una volta, i tutorial sono semplici, alla portata di tutti e tutte e, soprattutto, costituiscono un concreto supporto per la vita quotidiana. Non diverso è il caso Benedetta Rossi, nuova guru della cucina fatta in casa, approdata sul piccolo schermo dopo un’impennata della sua fanbase. Come è arrivata a questo punto? La storia, in effetti, è abbastanza divertente. L’algoritmo ha voluto che i fan di Benedetta Parodi si siano imbattuti accidentalmente nelle video-ricette della Rossi. Il resto è storia… Benedetta Rossi ha in breve spodestato l’omonima nel cuore delle e degli italiani. Ma torniamo ai social media e alla loro capacità di trasformare delle semplici intuizioni in veri e propri “tsunami”. Il Fridays For Future sarebbe diventato un movimento globale se Greta Thunberg non avesse avuto uno smartphone a disposizione? Probabilmente sì, ma con tempi molto più dilatati rispetto a quanto è accaduto. Non possiamo certo dire che la tutela del nostro ecosistema sia diventata una tendenza… almeno, non nella vita reale, altrimenti la “causa sarebbe già vinta” e il Pianeta tornerebbe a respirare. Ma, di certo, la possibilità di condividere in tempo reale questa lotta l’ha resa più concreta e stringente, soprattutto tra le giovani generazioni per cui piattaforme come Instagram e TikTok non sono molto diverse da quelle che, fino ai primi anni duemila, erano le piazze. Greta Thunberg ha sempre trasmesso il suo messaggio in modo semplice, diretto e universalmente comprensibile.  Questi elementi sono stati decisivi per rendere una bambina con un’idea – e il coraggio di metterla in pratica – una vera e propria icona del nuovo millennio. Il mondo virtuale, infatti, è diventato un palcoscenico per chiunque voglia raccontare qualcosa di sè: che siano selfie o video professionali, 140 caratteri o 15 secondi. Ma quando qualcuno riesce a raccontare, attraverso la propria immagine, la realtà e la società che lo o la circondano, ecco che ha trovato la chiave! In poco tempo conquisterà il cuore di milioni di utenti. Sin dalle origini, infatti, l’essere umano ha sentito il bisogno di condividere storie, idee e stati d’animo, e con il tempo ha trovato modi sempre nuovi per farlo. Oggi i social media non solo rendono quest’azione più facile ed immediata ma, a tratti, addirittura necessaria. Quasi un’imposizione sociale che ci costringe a vivere su due piani: la realtà e il mondo virtuale. Dunque, magari non possiamo dire che i social media abbiano cambiato il mondo, ma di certo hanno cambiato il nostro modo di vivere e comunicare: se ciò sia positivo o negativo, potete deciderlo voi. Prima di fare la vostra scelta,